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ADHD: scheda informativa sulla diagnosi, evoluzione e ambiti d’intervento

L’ ADHD è il disturbo da deficit di attenzione iperattività ed è classificato dal DSM -5 come:
– 314.01 (F90.2) Manifestazione combinata
-314.00 (F90.0) Manifestazione con disattenzione predominante
– 314.01 (F90.1) Manifestazione con iperattività/ impulsività predominante

PREVALENZA E COMORBIDITA’

5% dei bambini (2% età prescolare; 3% età scolare)
2.5% degli adulti

Prevalenza maggione nei maschi rispetto alle femmine in un rapporto 6:1


Il 70% dei bambini con ADHD ha disturbo in comorbidità con:
– disturbi del comportamento dirompente ( disturbo ossessivo provocatorio e disturbo della condotta)
– DSA disturbi specifici di apprendimento
– disturbi della sfera emotiva ( ansia, bipolarità, …)

POSSIBILI PREDITTORI

Alcuni bambini si dimostrano da subito impavidi, in ogni caso impulsivi e disorganizzati. Presentano alti livelli di attività con cui cercano il contatto e la stimolazione attraverso una oressione continua. Il bambino sembra privo di ogni timore. Il tentativo di contatto con le persone ed oggetti porta il bambino a rompere quest’ultimi, invadere spazio fisico altrui e urtare, inavvertitamente, contro le persone.

DECORSO DEL DISTURBO ( 3-6 ANNI)

  • Ridotta intensità e durata del gioco
  • Irrequietezza motoria
  • problemi associati
  • DOP (disturbo oppositivo provocatorio)
  • problemi di adattamento sociale
  • ritardata acquisizione dei prerequisiti scolastici
  • bambini in età prescolare difficili da gestire

EVOLUZIONE DEL DISTURBO

  1. Età di insoergenza: 3-4 anni di età
  2. Alla nascita: molto irritabili. inclini al pianto inconsolabile, facilmente frustrabili, difficoltà di sonno e di alimentazione
  3. Scuola elementare: peggioramento dei sintomi a causa delle regole da rispettare e dei compiti da eseguire. Problemi con i pari.
  4. Preadolescenza: diminuzione dell’iperattività sostituita da agitazione interiorizzata
  5. Adolescenza: attenuazione dei sintomi di disattenzione e iperattività, perdurano difficoltà nelle relazioni sociali, incapacità a mantenere un lavoro, ad avere relazioni coniugali stabili; possibile sviluppo di altri disturbi ( depressione, ansia, ecc…)

SI OSSERVA INOLTRE

  • Scarso rendimento scolastico soprattutto nelle materie che richiedono organizzazione e sforzo
  • Difficoltà nelle relazioni sociali sia con adulti che con i coetanei
  • Scarsa autoregolazione delle emozioni e degli impulsi per cui spesso reagiscono in modo inadeguato
  • Bassa motivazione per l’esecuzione di attività che richiedono sforzo cognitivo

INTERVENTO EDUCATIVO

Non esiste una cura perchè l’ADHD non è una malattia. Gli interventi possibili sono:

  1. Intervento FARMACOLOGICO: quando è in atto un trattamento farmacologico, si passa da un comportamento esasperato ad una fase di completa rilassatezza fin quando non si troverà il giusto dosaggio.
  2. Intervento COGNITIVO -COMPORTAMENTALE:
    – Self instruction per l’insegnamento delle abilità di controllo
    – Token economy e rinforzi positivi
    – Strategie di pianificazione e di problem solving
  3. Intervento IN CLASSE:
    – Creare ambienti funzionali ed efficaci
    – Adattamenti ambientali (ad esempio: disporre i banchi in modo che l’insegnante possa stabilire il contatto oculare. Evitare vicinanza alle fonti di distrazione).
  4. APPROCCIO MULTIMODALE (1+2+3)

COME SI ORGANIZZA LA CLASSE?

Come dicevamo poche righe sopra, è importante controllare le fonti di distrazione all’interno della classe:

  • NON far sedere il ragazzo vicino alla finestra, vicino al cestino o a compagni rumorosi, oggetti interessanti.
  • NON posizionarlo, però, nemmeno in zone prive totalemente di stimoli in quanto egli diverrà più iperattivo poichè andrà alla ricerca di nuove fonti di stimoli
  • Posizionarlo vicino a compagni con comportamento adeguato (modellamento)
  • Cionsigliato l’uso di auricolari con musica durante le attività di svolgimento individuale
  • Consigliato in aula l’utilizzo di appositi antistress

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Ma tornando all’ambito scolastico bisogna anche tener conto di altre questioni, bisognerà infatti adattare i tempi ( tramite diario, orario scolastico, scansione giornaliera, ecc…) e organizzare gli spazi ( contenitori, scaffali, segnaposto …).

Infine, è importante anche…

ALLEANZA SCUOLA – FAMIGLIA

  • Permette di identificare e monitorare i cambiamenti del bambino rispetto ai problemi manifestati in classe
  • E’ un modo per concordare obiettivi minimi comuni
  • Consente di condividere giorno per giorno i cambiamenti positivi e le difficoltà